TRA IL SENIO ED IL SANTERNO, pubblicazione di carattere sociale, civile e culturale per il territorio del Comune di Solarolo, a salvaguardia della sua identità, delle sue origini, della sua storia e delle sue istituzioni, sostenuto, curato e realizzato da COOP. LIBERTAS SOLAROLO Registrazione della testata: Tribunale di Ravenna, Num. Reg. Stampa 1463, data del Decreto che autorizza la registrazione: 16/02/2021. Sede, Redazione, Amministrazione: Corso Mazzini n.31 - 48027 Solarolo (RA) Proprietario ed Editore: Coop. Libertas Solarolo Soc. Coop. a.r.l. Direttore responsabile: Maurizio Cortesi. Lo stampato viene distribuito gratuitamente ad ogni indirizzo di Solarolo. Ciò è reso possibile poiché il giornale si sostiene economicamente con i soli corrispettivi dei suoi inserzionisti.
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domenica 12 dicembre 2021

2021-05 - Auguri a tutti - Natale 2021

Dicembre... il freddo consiglia di stare davanti al camino... ed è in distribuzione anche il GIORNALINO!

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AUGURI A TUTTI - Natale 2021
di
Francesco Baldi

Come anticipato nel quarto numero siamo riusciti a realizzare una quinta uscita per portare gli auguri nostri personali e della Cooperativa Libertas a tutti.

Auguri ai nostri lettori, a chi ha apprezzato questo nostro lavoro e anche a chi ne avrebbe fatto volentieri a meno.
Auguri a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare queste cinque uscite e a chi ci aiuterà nelle prossime... perchè è nostra intenzione continuare a raccontare il nostro paese.

Auguri a chi ci segue sul blog e a tutti coloro che per la strada ci hanno fermato per un grazie o per “contestare” quello che hanno letto.
Abbiamo iniziato questo lavoro in un momendo molto difficile della nostra vita, abbiamo cercato di entrare nella case in mesi in cui non si poteva uscire per stare vicino a tutti nel limite del possibile, per portare un po’ di serenità e di leggerezza, abbiamo provato a sostituirci alle “chiacchiere” in piazza per cercare di far sembrare che tutto fosse come prima. Questo è stato reso possibile dai nostri “sponsor”, amici che ci hanno affiancato in questo anno contribuendo a raccontare storie, aneddoti e particolari non a tutti conosciuti ma speriamo almeno graditi.
Permettetemi quindi un augurio particolare a tutti coloro che ci hanno sostenuto.

A tutti voi auguro
un SERENO NATALE
ed un FELICE ANNO NUOVO

Francesco Baldi
Coop. Libertas - Solarolo



NOTE DELLA REDAZIONE:
Il giornalino è in distribuzione "porta a porta" nella sua versione cartacea e la sua tiratura non può garantire una distribuzione capillare ed uniforme su tutto il territorio comunale, tuttavia le preziose risorse offerte dall'informatica e dai social dell'epoca in cui viviamo ci consentono di rendervi disponibile la pubblicazione in forma digitale ( in PDF ) e di proporvi di singoli articoli anche sotto forma di post su questo BLOG.

Troverete quindi la (ecologica e anti-spreco di carta) copia in PDF del giornalino nella Sezione ARCHIVIO (oppure clikkando sull'immagine di questo post) e non mancate di diffondere la notizia ed inviare i vostri commenti o le vostre proposte alla redazione

giovedì 7 ottobre 2021

2021-04 - Un anno insieme e... Natale 2021 - [ quarto numero ]

Autunno... cadono le foglie... ed sono in distribuzione anche i nostri FOGLI del GIORNALINO!

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UN ANNO INSIEME e Natale 2021
di
Francesco Baldi

... ed ecco il quarto numero che va a concludere il nostro primo anno.

Quattro numeri in cui abbiamo provato a raccontare Solarolo in un modo nuovo, di far conoscere persone, luoghi, storie e piccoli particolari del nostro Paese.

Non mi va però di chiudere questo 2021 in questo modo e quindi ho pensato di anticipare a dicembre la prossima uscita.

Il prossimo numero vorremmo concluderlo in tempi rapidi per poterlo far giungere nelle case entro l’ultima settimana di novembre. In questo modo proviamo a valorizzare il Natale Solarolese invitando le associazioni a segnalarci eventuali iniziative che organizzeranno nei mesi di dicembre e di gennaio.

A loro dedicheremo nelle nostre pagine uno spazio per poterle condividere e far conoscere il più possibile.


F.B.


NOTE DELLA REDAZIONE:
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martedì 3 agosto 2021

2021-03 - PERLINE COLORATE : Il mio primo lavoro è stato ...

Giorgio Montanari

PERLINE COLORATE :
Il mio primo lavoro è stato ...




Il mio primo lavoro è stato ...quello di dirigente di una squadra di operai del cosidetto Piano Fanfani che nel 1956 avrebbero dovuto sistemare un tratto della Via Gaiano ad Elioppido per un salario da fame e che, ovviamente, non facevano un c...o, tant’è che li chiamavamo “I fancazzisti”.

Pippo Baudo sostiene che questo appellativo l’avrebbe inventato lui ed invece lo inventammo io, il mio aiutante in campo e segretario tuttofare Pirì d’Ginòl e gli abitanti del tratto di strada dove ...stazionavamo! Detto tra noi c’era uno solo dei miei ‘inferiori’ che si dava da fare seriamente dalle otto di mattina fino all’una, gli altri stavano tutti appoggiati al manico delle vanghe, dei badili e delle zappe.

Ricordo che li chiamavamo anche “I franchi bevitori” o, a scelta, ”Qui de’fiasch!” oppure “I nettarini! (I bivdùr de nettar d’Bacco), perchè un operaio di nome Paluté era stato da me elevato al rango di ‘coppiere’,addetto a rifornire la mia prestigiosa armata Brancaleone di fiaschi di “nettare”, che andava a chiedere alle famiglie degli abitanti della zona, sostenendo che lo sfalcio dell’erba dai fossi, il rifacimento delle cunette ed il riempimento delle buche con del terriccio di riporto erano tutti lavori che facevamo a loro esclusivo beneficio. 

Stando così le cose è lapalissiano che a mezdè j fòs tòt imbariég dùr e bisognosi di un sedile. A questo punto e’ mi segreterì uj mandèva a ca perché, in primo luogo nessuno veniva a fare controlli ed in secondo luogo perché par la mercedes, pardon volevo dire mercede chi ciapèva, in avéva za fat abàsta dla fadìga!

D’altra parte il buon Fanfani aveva inventato questo piano...par tnìr abanduné i purèt cun quatar suld e... par evité chi andés a fare i blocchi stradali, a fermare i treni o a compiere altri e più gravi misfatti da qualche parte. A quel tempo la miseria albergava in tutti i tuguri della povera gente ,anche perchè la disoccupazione la faceva da padrona in quasi tutte le case di Elioppido e non solo!

Rammento alcuni soprannomi dei miei simpaticissimi e fantastici operai: “E’ Gagi, e’ Gagiò, e’Gag, Martino e Tugnò d’Cullòng, S-ciumì dal Pep, e’ Fantì, e’Lupaz, Gibarnì, Cleto d’Stuvanò, Balàna, Frischì, L’Urdègn, L’Argnàqual!

Quel cantiere durò quattro mesi circa e devo ammettere che fu una bella esperienza ed anche discretamente retribuita, almeno per me, che ero il più fancazzista di tutti, perché delegavo ogni mia modesta incombenza a Pirì d’Ginòl che, a dire il vero, dimostrò di essere un mio alter ego efficientissimo.

Fanfani Amintore, giova ricordarlo, fu un eminente uomo politico democristiano che fece tante cose notevoli come, ad esempio, centinaia di migliaia di case popolari. Per la sua bassa statura lo chiamavano “E’mez tuscàn” anche perché era nato in Toscana ”Rieccolo! (Tl’è nec aqué!) per la sua capacità di risorgere dopo ogni caduta e da ultimo “E’muturì, il motorino!” per la sua energia eccezionale e la sua vigorosa potenza. Di fronte ai piccoli uomini, agli omuncoli che ci governano adesso posso affermare senza tema di smentita che lui era ...un gigante!

Ho trovato questa simpatica foto in una rivista, che lo ritrae in un momento piuttosto divertente, che desidero mostrarvi. I soldi guadagnati durante quei quattro mesi di... duro lavoro mi servirono per andare a riposare le stanche membra a Pieve di Cadore con il mio carissimo amico, il fantastico Cheli, anche lui stressato per aver lavorato nelle granaglie al soldo del padre Minghi d’Rustichèl. 

Purtroppo o meglio per fortuna la sera stessa del nostro arrivo in quella deliziosa località dolomitica facemmo un salto fruttuoso nel dancing “Tiziano”. Lì conobbi una giovane ed avvenente indossatrice di Domodossola e così il riposo a lungo agognato ...andò a farsi f...! Durante quei quindici giorni di agosto,lassù, ad un passo dal Cielo, le mie incombenze amatorie per soddisfare i desideri della bella fanciulla furono tali e tante che dovetti sgobbare da matti. D’accordo si trattò di operazioni molto gratificanti, ma anche un po’ anzi molto ...stancanti! Anche il mio amico Cheli, a dire il vero, ebbe il suo bel da fare con la dolce figliola della proprietaria della pensione che ci ospitava! Però durante il viaggio di ritorno ad Elioppido in treno finalmente ci riposammo dormendo come due ghiri quasi per l’intero tragitto. D’altra parte in ferie i giovani di belle speranze non si riposano, questo è poco ma sicuro.

[ G. M. ]



domenica 1 agosto 2021

2021-03 - I protagonisti della Banda : Dalmonte Luigi, per tutti “Gigetto d’Maciulè”

Fabio Baldi
I protagonisti della Banda

Dalmonte Luigi, per tutti “Gigetto d’Maciulè”






“La musica è la più bella delle arti belle e si esprime attraverso il suono”. Questa era la definizione che Gigetto predicava e pretendeva dai propri allievi nei tanti anni in cui è stato l’insegnante del corso di scuola musica della banda, riservato ad ottoni e percussioni. 

In quella frase c’era l’essenza del suo amore per la musica e più in generale per la banda. Nessuno ha mai dedicato più impegno, tempo e passione a questa istituzione di quanto non lo abbia fatto lui. Per tanti anni, “Gigetto era la banda e la banda era Gigetto”: ne era insegnante, presidente, vicemaestro, contrattista, economo, organizzatore, (ect) . 

La sua formazione musicale derivava solo in minima parte da quello che aveva potuto apprendere da bambino. Nel tempo, in età adulta, aveva sopperito a quella carenza, frequentando con grande umiltà diversi corsi di perfezionamento. Era tuttavia lo spirito e la capacità di essere umile, adattandosi talvolta alle esigenze dei ragazzi, che lo rendevano un bravo insegnante. 

Il suo volto aveva tratti non certo eleganti, ma che sicuramente rispecchiavano quella che era la sua indole di buona e brava persona, spesso di buon umore e difficilmente arrabbiata. Nel momento in cui qualche ragazzo la combinava davvero grossa, il suo sguardo rimaneva impietrito per qualche secondo, poi dietro gli occhiali indossati sulla punta del naso, spuntava un inevitabile e compiacente sorriso. Tutto questo lo rendeva simpatico ai giovani anche quando,inevitabilmente, doveva tenere un atteggiamento paternalistico e di richiamo.

In quegli anni, con grande frequenza, la banda veniva chiamata a suonare al seguito dei cortei funebri. Di certo non erano questi i servizi più ambiti da parte dei giovani bandisti, ma servivano a fare cassa ed erano un motivo valido per saltare qualche ora di lezione scolastica. Infatti, avevano spesso luogo nelle prime ore del pomeriggio, in qualche paese della Bassa Romagna. Era quindi necessario che i ragazzi uscissero prima da scuola . Per questo Gigetto si presentava alle segreterie delle scuole in divisa, e con l’autorità che la stessa gli conferiva, prelevava i ragazzi, li faceva salire sulla sua Volkswagen Passat blu (di cui possedeva l’unico esemplare presente, a quel tempo, su tutto il territorio romagnolo) e insieme volavano sul luogo della cerimonia. Si, volavano perché Gigetto guidava bene, ma col piede un po’ pesante.

Queste frequenti uscite anticipate e il contesto per il quale si rendevano necessarie, non passarono inosservate al resto della popolazione scolastica. Fu inevitabile che nascessero alcune dicerie, soprattutto, tra gli studenti più grandi, che iniziarono ad additare i ragazzi di Solarolo come beccamorti o qualcosa del genere.

Sempre a proposito di funerali, voglio ricordare quella volta che la banda fu fatta oggetto di uno scherzo piuttosto macabro. Qualche buontempone, fingendosi disperato e piangente, telefonò a Gigetto chiedendo che la banda si recasse a suonare per il funerale di un amico appena scomparso dettando nome del defunto, luogo e orario della cerimonia. Ci presentammo col pullman, al gran completo, a casa di un ignaro ed esterrefatto cittadino che, dopo aver fatto i dovuti scongiuri, ci disse di star bene e di non essere disposto a sacrificarsi per farci suonare.

Fortunatamente negli anni in cui Gigetto fu presidente non vi furono solamente servizi per i funerali, al contrario, grazie ad un organico numeroso e alla direzione del compianto Maestro Angelo Creonti, la banda si distinse in varie manifestazioni musicali sia di carattere regionale che nazionale. Quello fu un momento di grande risalto e Gigetto, col suo impegno e devozione, ne ebbe tanto merito.

[ F. B. ]